fesserie sull euro



****** a beer with pastrano ******
****** Euro: risposte sintetiche alle articolate fesserie ******

Articolo presentato su Democrazia_e_legalita`: grazie!) di Marco Ottanelli
Nelle ultime settimane la polemica contro l’euro e` ripresa, rinvigorita,
si e` riaccesa in un crescendo di accuse, analisi, proposte. Tutte fesserie.
Raramente e` stato possibile sentire tante banalita`, tanti errori e tante
sciocchezze concentrate in cosi` ristretto periodo. E il fatto che le fonti di
tali castronerie siano state le menti dei nostri rappresentanti politici,
ministri e parlamentati, provoca, piu` che preoccupazione, infinita tristezza.
Cerchiamo, schematicamente, di dare alcune risposte ad alcune delle piu`
frequenti affermazioni.

L’euro ha fatto aumentare i prezzi 1

Fesseria. I prezzi, come qualunque studentello di ragioneria dovrebbe sapere,
sono una risultante cosi` complessa e cosi` articolata che persino i grandi
economisti del passato (da Smith a Marx, fino a Keynes) non sono stati capaci
di spiegarla e di illustrarla completamente in un modello universale. La moneta
con la quale si misura un prezzo, e`, appunto, solo una unita` di misura. Un
prezzo puo` essere espresso in dollari, in euro, in lire, in rubli o in pizze
di fango, ma la sua entita` non cambia, come non cambia la distanza tra Roma e
Londra, sia che la esprimiamo in chilometri, sia che la esprimiamo in miglia.
Una moneta, che puo` essere anche solo virtuale (proprio come fu l’euro
dal 1999 al 2002) e non circolare fisicamente, puo` essere forte o debole, puo`
essere legata alle riserve o oscillare, puo` essere inflazionata o svalutata,
ma l’unica cosa che non puo` fare e` determinare i prezzi.

L’euro ha fatto aumentare i prezzi 2

Fesseria. I prezzi non salgono da soli, ma, come precedentemente accennato,
vengono determinati. In altre parole, vengono decisi dal mercato e/o da chi sul
mercato opera. Se milioni di esercizi commerciali hanno raddoppiato i prezzi
con il cosiddetto “cambio a pari” (portando i listini alla quota
1.000 -L- = 1 EUR, ed incamerando quindi le 936,27 lire di differenza), la
responsabilita` e` loro, non del mezzo di scambio (la moneta) usato. Ed e`
assolutamente necessario ricordare che, dal 2002, cioe` in pieno governo
Berlusconi, i primi ad effettuare aumenti del 50, 100, 200 % furono lo Stato,
gli Enti Locali, le Amministrazioni Pubbliche e le grandi Aziende, pubbliche e
private. Bolli, francobolli, imposte di registro, commissioni postali e
bancarie, ticket, scatti telefonici, biglietti dell’autobus, del tram e
del treno, tariffe autostradali, canoni e altri balzelli sono aumentati, dal
momento della circolazione della moneta europea, senza nessun ritegno. Come
detto prima, l’euro era la nostra valuta fin dal 1999; il fatto che solo
e immediatamente dal gennaio 2002 ci sia stato un salto tariffario cosi`
violento e` l’indice di una vera e propria volonta` di rapina
generalizzata, alla quale non si sono certo sottratti comuni, province e
regioni di centrosinistra.

(variante): da quando c’e` l’euro, tutti i prezzi sono saliti.

Fesseria. L’euro esiste, anche se lo maneggiavamo
“spezzettato” in lire, dal 1999. Da quel periodo, i tassi di
interesse sono scesi. Chi ha un mutuo per la casa, o ha preso un finanziamento,
sa benissimo che le “rate” si sono ridotte di due, cinque, dieci
volte. Inoltre, (i dati sono disponibili, ad esempio, sul sito www.aduc.it) i
prezzi alla produzione dei prodotti agricoli sono letteralmente crollati.
Pomodori, zucchine, patate, frutta, uova, latte, carni, grano e farina vengono
pagati al produttore anche il 60, 100, 200 % in meno rispetto a prima. Quindi,
questi prezzi sono scesi, eccome. Disgraziatamente, al dettaglio, le stesse
merci hanno subito aumenti a due cifre. Come si vede, il problema non e` certo
nell’euro, ma in un sistema colpevolmente avido, che, nei suoi mille
passaggi dai campi al mercato, ha trovato il modo di lucrare sulla pelle della
gente. Governo, associazioni di categoria, consumatori, dovrebbero chiedere
conto di questo “gap” a chi ci ha guadagnato.

Da quando c’e` l’euro, siamo tutti piu` poveri.

Fesseria. La ricchezza o la poverta` di un popolo, e di una singola persona,
non si misura ne' con la valuta che ha nel portafoglio, ne' con i prezzi. La si
misura con il potere d’acquisto, ovvero con la capacita` media che il
reddito da di acquistare beni e servizi. In questo, l’Italia e` sempre
stata la cenerentola d’Europa. Si`, oggi siamo piu` poveri,
disastrosamente piu` poveri, ma cio` e` dovuto al fatto che possiamo acquistare
meno beni e servizi di prima, perche' i nostri redditi non sono aumentati tanto
quanto le spese. Cio` e` stato causato soprattutto al mascheramento degli
aumenti dei servizi, e ai dati quantomeno dubbi, per non dire falsati,
dell’inflazione. Per chi non lo sapesse, la Unione Europea, dopo aver
smascherato i trucchi contabili sui bilanci di Tremonti, ha avviato una
indagine sui dati Istat, talmente ottimistici e minimalisti da non essere ormai
piu` credibili a nessuno.In secondo luogo, non tutti si sono impoveriti in
questo periodo: con l’aumento dei prezzi, delle tariffe, ed il relativo
blocco degli stipendi, si sono arricchite a dismisura intere categorie di
cittadini, le grandi industrie, le compagnie energetiche, e lo Stato. Il fatto
che oggi il 10% dei cittadini possiedano il 50% della ricchezza (un dato che ci
fa ripiombare alla situazione pre-risorgimentale) dovrebbe chiarire la
situazione.

L’euro e` troppo forte: frena economia ed esportazioni.

Fesseria. E` vero, l’euro ha aumentato il suo valore rispetto al dollaro.
Ma l’orgia di aumenti sconsiderati e senza controllo (anzi, premiati da
depenalizzazioni e condoni fiscali) e` scattata nel 2002, quando l’euro
crollava, sempre rispetto al dollaro. Tutti ricorderete le espressioni di
tragedia che le stesse persone preoccupate oggi per la forza dell’euro
avevano quando l’euro perdeva quotidianamente terreno. Quindi, delle due,
una: o e` buono l’euro forte, o e` buono l’euro debole. Ma non e`
neanche cosi` semplice. Intanto, l’euro e` forte nei confronti del
dollaro, e non di altre valute (la sterlina, ad esempio). In secondo luogo, i
prodotti che vengono trattati usualmente in dollari ci costano il 20-30% in
meno, e fra tutti spicca il petrolio. Questo rappresenta un risparmio
ultramiliardario sia per lo Stato, sia per le imprese, che, se dovessero pagare
con la liretta benzina ed elettricita`, sarebbero costretti ad aumentare
prodotti finali e bollette ed uscire, stavolta sul serio, dal mercato. Mercato
che con molta relativita` si blocca o si sblocca a seconda della forza di una
moneta: come appena detto, la sterlina britannica e` ai suoi massimi storici,
ma le esportazioni del Regno Unito sono aumentate esponenzialmente negli ultimi
anni. C’e` da sospettare che gli inglesi puntino sulla qualita`,
piuttosto che sull’effetto discount.

Ma perche' non abbiamo fatto il cambio immediato 1 EUR = 2.000 lire?

Fesseria. Doppia fesseria. Il valore dell’euro, rispetto a tutte le
monete che ha sostituito, non e` stato valutato a caso, o al miglior offerente.
Esso e` stato fissato dopo anni di armonizzazione del cambio (il cosiddetto
Sistema Monetario Europeo) e dopo defatiganti analisi e controanalisi dei
processi inflattivi e macroeconomici di ogni Paese membro. Nel ’98 si
giunse ad un calcolo di una “media ponderata” tra le diverse monete
che determino` il valore dell’euro, e non viceversa. E` importante
ricordare che tale compito fu affidato, (anni prima) dal presidente Delors non
hai governi, ma alle Banche Centrali, unico modo per escludere egoismi e
trucchetti di piccolo cabotaggio politico. I nostri rappresentanti, ovviamente,
cercarono di ottenere un cambio il piu` favorevole possibile, ovvero chiesero
di poter pagare ogni euro il meno possibile. Viste le condizioni della lira,
1.936,27 fu un ottimo risultato, dovuto soprattutto alla stabilita` di bilancio
di quegli anni. E` veramente sorprendente, e ridicolo, sentire qualcuno che
ancora invoca il cambio a 2000 lire: cio` avrebbe voluto dire che ogni
cittadino avrebbe pagato, comprato, ogni singolo euro ben 63,73 lire in piu`!
Insomma, forse e` necessario un esempio: un cittadino che avesse uno stipendio
di 1 milione di lire, al momento del “change over”, ha ricevuto
516, 45 euro. Se il cambio fosse stato a 2.000, ne avrebbe ricevuti solo 500.

Ci vuole l’euro di carta: la gente spenderebbe meno.

Fesseria. Offensiva fesseria nei confronti di chi e` costretto a sbarcare il
lunario. Non e` dato sapere se, veramente, la banconota da 1 EUR avrebbe un
effetto psicologico sul consumatore (pero` a questa tesi hanno risposto con
grasse risate dal Portogallo alla Finlandia: un motivo ci sara`); la cosa
sicura e` che esso uscirebbe con la stessa velocita` dalle tasche
dell’utente tartassato, del cliente spremuto, del cittadino gabellato. Se
mai, per puro caso, l’effetto- freno si verificasse, sarebbe un fattore
di disperazione, non di arricchimento. Ma ritenere che siano gli italiani cosi`
imbecilli da buttare i soldi solo perche' sono in moneta metallica, e`,
ripetiamo, una grossa offesa alla intelligenza di tutti noi. Sarebbe anche
necessario ricordare un po’ di teoria monetaria, che spiega come e
perche' alcuni tagli si fanno in metallo ed altri in filigrana (non e` un caso!
E` il risultato di un processo inflazionistico/deflazionistico!), ma questo
vorrebbe dire aspettarsi troppo dai nostri fantasiosi politici: un po’ di
cultura.

Torniamo alla Lira, facciamo un referendum

Un coacervo di fesserie. Tralasciamo gli effetti che una simile eventualita`
produrrebbe (disastrosi, e, nella piu` utopica delle ipotesi, nulli. O
c’e` qualcuno che davvero crede che, una volta reintrodotta la Lira, i
prezzi automaticamente dimezzerebbero? Che le tariffe gonfiate calerebbero? Che
le imposte e le accise arretrerebbero?). Concentriamoci sull’ipotesi
referendaria, e chiediamoci, come insegna a fare David Lane davanti alle
dichiarazioni dei politici (la scuola britannica di giornalismo e` sempre la
migliore): “perche' questi mascalzoni ci raccontano tutte queste
bugie?”. Chi chiede, auspica, vuole, pretende il referendum per il
ritorno della Lira sa perfettamente, infatti, che una simile consultazione non
si potra` mai fare. O perlomeno dovrebbe saperlo, visto che siede in Parlamento
e guadagna quel che guadagna apposta per conoscere questo genere di cose. Ma il
sospetto e` che la sparata sia appunto una boutade, un feticcio, uno dei tanti
che si agitano per far distogliere lo sguardo dalla realta`.

Perche' non e` possibile reintrodurre la lira tramite referendum?

In primo luogo, perche' in Italia, il referendum puo` essere solo abrogativo
(articolo 75 Costituzione). Non consultivo, non propositivo, non
reintroduttivo. In secondo luogo, sempre secondo l’art. 75, non e`
ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, ne' per i trattati
internazionali. Ora, pur non essendo l’assunzione di una moneta una legge
strettamente “tributaria”, dubitiamo fermamente che un qualsivoglia
referendum sul tema non intacchi tale materia, il che lo renderebbe
immediatamente inaccettabile. Mentre e` assolutamente certo che l’euro e`
nato da un trattato internazionale, altro motivo di inammissibilita`.
C’e` anche un altro articolo costituzionale, l’ 11 comma 2, che
recita: “l’Italia consente alle limitazioni di
sovranita`…promuove e favorisce le organizzazioni internazionali”.
In altri termini, tale articolo sancisce, attribuendogli un valore aggiunto, i
patti con altri Paesi come doverosi e talvolta intoccabili. In effetti, e` la
prassi meta-costituzionale che in latino viene detta “pacta sunt
servanda” : i patti debbono essere rispettati, e basta. Le decisioni
unilaterali non sono contemplate. Come se non bastasse, ci sono poi quaranta
anni di giurisprudenza della Corte Costituzionale che ha sempre ribadito la
superiorita` dei trattati europei nei confronti non solo delle nostre leggi
ordinarie, ma anche della nostra stessa Carta Fondamentale. Visto dunque che un
referendum sul quesito Lira o Euro non e` neanche ipotizzabile, torniamo alla
domanda di David Lane : “perche' questi mascalzoni ci raccontano tutte
queste bugie?”
Home | Write_me| Documents| I'm_here
===============================================================================
Home | Write_me| Documents| Map